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Tablet e mondo digitale fin da piccoli?

Sotto i nostri occhi ogni giorno baby-smanettoni con smartphone, tablet alla mano, già prima dell’anno di vita, sono osservati dai loro genitori in apprensione e preoccupati dalla possibile distruzione dei loro gioiellini!

16.11.2017

Tablet e mondo digitale fin da piccoli? - Immagine: 1

Sotto i nostri occhi ogni giorno baby-smanettoni con smartphone, tablet alla mano, già prima dell’anno di vita, sono osservati dai loro genitori in apprensione e preoccupati dalla possibile distruzione dei loro gioiellini!


In America, nel mercato dei programmi web per i piccolissimi, a febbraio c’è stato il lancio di un nuovo canale da parte di YouTube, il canale YouTube Kids: un’app gratuita che gira su Android e iOS oltre a essere visibile online. Il mondo delle app in genere si sta insinuando in una terra promessa per il marketing. Malik Ducard, capo di YouTube, presentandola, l’ha definita un’app che consente alle “piccole menti curiose di tuffarsi in un mondo di scoperte, apprendimento e divertimento”.

 

I primi dati: novità positiva o allarme?

L’intenzione a prima vista sembrerebbe interessante, con fini nobili per lo più educativi, ma potrebbe essere una prematura quanto pericolosa incursione nel mondo del Web. La finalità esplicita di questi colossi mediatici sembra essere quella di affiancare i genitori nella difficile, quanto sconosciuta ai più, arte dell’educazione digitale.


Nella conferenza della Società Accademica dei Pediatri, tenutasi a San Diego nell’aprile 2015, è stato lanciato un allarme. Riportando i dati emersi in un sondaggio sul rapporto tra elettronica e infanzia, a scopriamo che, il 36% dei genitori dei bambini intervistati (età compresa tra 0 e 4 anni) ha affermato che i loro figli hanno iniziato a usare il touch screen a meno di un anno, mentre il 33% entro i due anni di età e il 15% usa le App prima di aver compiuto un anno. Alcuni bambini già a sei mesi restano davanti allo schermo per 30 minuti. L’altro dato preoccupante è che i genitori utilizzano il potere di distrazione degli apparecchi digitali per svolgere le faccende di casa per il 73%, e per calmare il bambino nel 65% dei casi e per addormentarlo nel 29%.


Quello che ormai appare evidente è che gli smartphone e i tablet fanno parte della famiglia. Le ricerche sui loro effetti a livello cognitivo e dello sviluppo nel suo complesso sono ancora poche e non esaurienti.


Per quanto riguarda la fascia di età 0-3 anni, abbiamo diversi casi di sperimentazione in Italia che tentano un approccio a una dimensione, quella delle tecnologie digitali. Questi esempi fotografano il tentativo da parte delle agenzie educative di condividere e sensibilizzare tutti coloro che sono già entrati in contatto o in possesso di questi mezzi: educatori, genitori, bambini, nonni (insomma le famiglie al loro completo) all’uso consapevole di tali tecnologie.

Tre esempi per tutti, quello di Roma del nido del MAE (Ministero degli Affari Esteri), quello del nido di Somma Lombardo (VA) e quello del nido di Pecetto (TO), che ci danno un’idea di quello che sta succedendo nel nostro Paese e i modi in cui i servizi educativi per i più piccoli si fanno carico di queste nuove realtà e cercano di studiare l’approccio migliore.


Di seguito in breve alcune indicazioni di sintesi sui progetti avviati in questi tre italiani, nella loro sperimentazione di uso di tecnologie digitali.


(Sull’articolo completo troverai le attività proposte ai bambini e le riflessioni che ne sono scaturite: in due casi il progetto verrà rinnovato anche quest’anno, in un caso no).

 

LOMBARDIA, SOMMA LOMBARDO (VA)

Asilo nido comunale “GEMMA MISSAGLIA”

Progetto Smart Education: ambienti di apprendimento digitale, percorso di promozione delle nuove tecnologie in campo educativo con i bambini di 2-3 anni in collaborazione con la cooperativa UNISON di Gallarate.

Guarda il video

OBIETTIVO:

Stimolare l’apprendimento con l’ausilio di tablet e programmi didattici che tengano conto delle tecnologie digitali, per promuovere nuove competenze e consolidarne altre.


PIEMONTE, PECETTO TORINESE (TO)

Asilo Nido privato “LA CASA DI DADA”

«Dada 1.0» prevede l’inserimento dell’iPad (introduzione dei tablet nelle classi per i bambini tra i 18 mesi e i 6 anni) tra gli strumenti didattici tradizionali, accanto a fogli, matite, colla e pastelli.

Sono partiti da 1.500 “app” educative e le hanno selezionate con la collaborazione del professor Giuseppe Riva dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, che realizzerà due tesi di laurea su questa sperimentazione.

Guarda il video: http://www.casadidada.it/index.php/video



OBIETTIVO:

Stimolare la cooperazione: i bambini giocano, si divertono e imparano la condivisione e il lavoro di gruppo. Inoltre è uno strumento che dà autonomia e fiducia ai piccoli e offre nuove possibilità, per esempio per realizzare video e fotografie.

Diventando così uno degli “attrezzi” a disposizione dei bambini e affiancandoli nell’esplorazione delle diverse aree: dalla motricità alla musica, dalla narrazione ai primi approcci con i numeri.


LAZIO, ROMA

Asilo nido del Mae (all’interno del Ministero degli Affari Esteri)

Il progetto è stato avviato introducendo delle app didattiche progettate dagli studenti del prof. Emanuele Panizzi dell’Università Sapienza di Roma e seguendo i requisiti montessoriani.

Applicazioni di pittura, di musica con uno strumento, incastri piani, immagini e versi di animali e due app in progettazione: una sull’inglese e una sulla musica, che rispettino i requisiti Montessori di chiarezza del compito, possibilità di ripetizione, immagine nitida e chiara su schermo neutro, stimolo sonoro che sia solo una voce chiara.

Leggi l’articolo:

http://www.ilsecoloxix.it/p/high_tech/2014/02/14/AQwhZAnB-tablet_montessoriano_volta.shtml


OBIETTIVO:

Condividere, vedere tutti insieme immagini (osservare-ascoltare-dialogare). Le attività sono progettate in modo da comparare quelle digitali a quelle analogiche.

Il tablet viene lasciato sugli scaffali dopo averglielo fatto visionare dall’adulto che deve sorvegliare le varie attività e quando è necessario spegnerlo.

 

 

 

 


Daniela Frau | Pedagogista


Per l’articolo completo consulta Educare3, 2015, n. 1, pp. 4-6.

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