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Regole: cosa sono per un bambino piccolo?

Gli adulti spesso vivono e sentono le regole come una limitazione alla propria libertà: si è portati a pensare che questo non debba accadere nel mondo dell’infanzia, caratterizzata da una sensazione di libertà assoluta, e a immaginare i primi anni di vita del bambino senza limiti o imposizioni.

19.08.2017

Regole: cosa sono per un bambino piccolo? - Immagine: 1

Gli adulti spesso vivono e sentono le regole come una limitazione alla propria libertà: si è portati a pensare che questo non debba accadere nel mondo dell’infanzia, caratterizzata da una sensazione di libertà assoluta, e a immaginare i primi anni di vita del bambino senza limiti o imposizioni. Anche davanti ad atteggiamenti inadeguati, dentro di noi ci ripetiamo continuamente che “sono bambini piccoli” e con questa frase raggruppiamo tutta la pazienza ed energia che ci occorre a far fronte a queste situazioni. Accade che di fronte a capricci, pianti e richieste l’adulto si senta tremare perché, anche se non manca il buon senso, si è portati a concedere al bambino ogni cosa pur di vederlo rasserenato e felice, a volte cedendo a comportamenti inadeguati.


L’illusione che il bambino così rasserenato e felice sia anche “solido” e sicuro ben presto svanisce, perché i cosiddetti capricci o i comportamenti indesiderati tenderanno ad aumentare. Si può lasciare inconsciamente spazio all’implicita giustificazione che ci sarà sempre tempo per dire di no, quando i bambini diventano più grandi, pensando che solo allora il bambino inizierà davvero a capire il significato di un “no” o delle prime regole e che, quindi, il grande sforzo che ci viene richiesto per educare sotto questo aspetto il bambino possa essere posticipato. In realtà, già da piccolissimo il bambino capisce e interiorizza il significato del no ed è molto attento ai nostri atteggiamenti, soprattutto a come rispondiamo alle sue richieste.

E’ importante allora fare una riflessione su cosa siano le regole dal punto di vista di un bambino e di conseguenza capire il loro alto significato per un’educazione ricca e di valore. Il bambino fin da piccolo è spinto a compiacere l’adulto, ad apprendere da lui e fidarsi completamente: il bambino, appunto perché deve imparare il mondo, ha bisogno di qualcuno che gli indichi la strada da seguire. Necessita, quindi, di una persona di riferimento che gli mostri costantemente cosa è giusto o sbagliato fare, che lo aiuti a comprendere il significato o l’importanza delle situazioni, ad affrontare o superare le prime difficoltà. In tutto questo, le regole sono come dei paletti che danno margine alla via su cui vogliamo far incamminare i bambini. Dall’altra parte, compito del bambino, per interiorizzare meglio il significato di una regola è quello di provare a sfidare l’adulto, per comprendere davvero il limite. La riflessione richiesta all’adulto, quindi, ruota attorno  ai limiti e ai paletti che vogliamo dare al nostro bambino, per far in modo che possa crescere nella fiducia totale nei confronti delle persone di riferimento, i genitori innanzitutto, avendo sempre certezza di poter contare su chi gli ha indicato la strada di vita.


Sono i bambini che lo richiedono: in tutti i capricci, in tutti i pianti e in tutte le discussioni, ci chiedono di mostrargli un limite sicuro, fermo e stabile al quale aggrapparsi per sapere dove andare. Il “no”, quindi, aiuta a crescere, gli permette di comprendere come affrontare ogni situazione e di gestire i momenti di difficoltà emotiva. Per fare in modo che la regola possa essere interiorizzata nel migliore dei modi questa deve essere sempre coerente, un’ancora di sicurezza nel turbine di emozioni che vive il bambino. Le regole sono come mattoni che il bambino utilizzerà per tutta la sua crescita, che gli permetteranno di sapere dove andare, cosa scegliere e cosa pensare nelle situazioni più diverse che la vita lo chiamerà a vivere e soprattutto di sentirsi a proprio agio con se stessi e con il mondo.


di Sara Manzoni (curatrice della collana “Mani in gioco“)

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